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Si apre il sipario sulle Laboteche. Bambini, famiglie, è il vostro turno...
Intervista a Costanza Fadda, Esperta s.r.l.
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Doveva essere davvero preoccupata per la sorte del folletto la bambina riccioluta di sei anni seduta in prima fila, per avere deciso di scrivere una letterina accorata chiedendo conto di quel piccolo spiritello dei boschi, se si fosse fatto vivo, se occorreva anche il suo aiuto per ritrovarlo: nel caso, sarebbe accorsa subito. Già, succede anche questo nelle Laboteche del Parco del Taro, perché lì il coinvolgimento è assicurato. Cos’è la Laboteca? E’ uno spazio di gioco e formazione pensato per le famiglie, un amalgama di teatro e laboratorio, divertimento e creatività, sperimentazione e apprendimento. Ideate e predisposte da Esperta srl, le prime laboteche sono state lanciate un po’ per scommessa: volevano essere un modo per offrire a bambini e genitori un’occasione per stare insieme, riorganizzare il tempo libero in modo originale, uscendo dai classici schemi. Utilizzando cioè la magia della rappresentazione teatrale e la creatività del laboratorio come mezzi per veicolare importanti tematiche ambientali e sociali, quali uso delle risorse naturali, sviluppo sostenibile, tradizioni e culture dei popoli, i rapporti col “diverso da sé”. Mettiamola così: un modo per fare formazione divertendosi, con il sorriso sulle labbra. Ed è stato subito un successo. I numeri parlano chiaro: finora, con circa 40 spettacoli presentati, si sono contati più di 3000 spettatori, ed oltre 450 famiglie coinvolte. Ma chi è di scena sul palco? E’ lei, Costanza Fadda, appositamente incaricata da Esperta, che con la sua verve, le sue doti recitative, la sua ironia e i colorati costumi rinnova ad ogni incontro quel filo diretto con i bambini che rimane teso fino alla fine.
Costanza, descrivimi lo schema tipo di una laboteca, com’è strutturata?
Si parte con un piccolo spettacolo teatrale per introdurre il tema del giorno ed esporre un caso, sulla base di una sceneggiatura che è frutto di un lavoro di gruppo coordinato da Francesco Maiorana ed Elena Hamisia, amministratori di Esperta. Entro in scena io, spesso affiancata dalle due valide collaboratrici Sara Spotti ed Enrica Pierobon. Poi viene coinvolto il pubblico che deve dare il proprio contributo per aiutare a risolvere il caso, una sorta di teatro giù dal palco, e si dà inizio alla fase di laboratorio. In chiusura, diventano protagonisti i bambini, che sono chiamati a salire sul palco per illustrare il prodotto della loro creatività.
E la reazione di bambini e genitori? Come rispondono? L’esperienza piace molto, c’è grande partecipazione, stuzzica l’idea di mettersi in gioco. I bambini, poi, si sentono gratificati per quel momento tutto per loro in cui calcare da protagonisti le scene. Ed anche i genitori nel vederli! Pensa che ci sono famiglie affezionate che ci hanno seguito per anni, senza perdere un solo appuntamento, fin quando i bambini non sono diventati grandi...
In scena ti presenti con i costumi più vari: strani cappelli, treccioni, camicioni colorati. E ti muovi dentro scenografie curiose, le allestisci tu? Per i vestiti non c’è una regola, li raccolgo qua e là, spesso attingendo al classico baule della nonna. Per le scenografie, c’è un lavoro di equipe con gli altri preziosi collaboratori di Esperta, Laura Minari e Nicola Donetti: sono creativi ed hanno grande manualità, insieme riusciamo a preparare elementi scenici semplici ma efficaci, privilegiando i materiali poveri.
Mi pare proprio che il divertimento sia garantito. E l’aspetto formativo? Pensi che le famiglie tornino a casa con qualche consapevolezza in più? A volte, a fine incontro, rimango sorpresa da bambini che correggono i genitori denunciando attitudini poco sostenibili in casa: qualche luce accesa di troppo, la mancata raccolta differenziata. Oppure, in altri casi, riconoscono delle buone pratiche nella propria famiglia e suggeriscono di fare ancora meglio. Vedi, noi di Esperta non abbiamo la pretesa di innescare un radicale cambiamento di abitudini da un giorno all’altro, ma cerchiamo di offrire spunti di riflessioni, di indicare comportamenti corretti, di incoraggiare approcci sostenibili. Lanciamo un sassolino, apriamo una porta, e dagli esempi che ti facevo, pare proprio che qualcuno una sbirciatina la dà e comincia a muovere timidi passi attraverso questa porta.
Le laboteche vengono esportate anche al di fuori del Parco del Taro? Sì, Esperta le promuove anche in altre realtà. Sono state richieste da scuole, Comuni, come Fidenza, Noceto, Collecchio, San Secondo, biblioteche di Parma e provincia, Centri giovani. Le abbiamo allestite in piazze, giardini, sale civiche. Insomma, il prodotto funziona, tra l’altro il valore educativo e sociale del progetto è stato riconosciuto e premiato col patrocinio oltre che del Parco del Taro, anche dalla Provincia di Parma, da ENÌA, dalla Coop.
La prossima domenica, 29 Novembre, Esperta lancia un nuovo ciclo di laboteche che si terranno presso il teatro del Parco del Taro; qualche anticipazione sul primo appuntamneto, “Splash”? Tratteremo il tema dell’acqua ma dal punto di vista di due piccole gocce, attraversando con loro i tubi bui della rete idrica, mischiandoci con lo shampoo della parrucchiera, trasformandoci in ghiaccio per poi passare di nuovo allo stato liquido. Uno spunto di riflessione sulla risorsa acqua e sulle sue proprietà chimico-fisiche.
E l’attività di laboratorio? Cosa farete fare a bambini e genitori? Faremo... no, dai, lascio la sorpresa...
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autore: Valeria Nervegna
data di creazione: 23/11/2009
data di modifica: 23/11/2009
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