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  Provincia di Parma. Piacere di conoscerla
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Quel tocco di colore nell'inverno. La flora nemorale... e dintorni.
Intervista all'erborista Luigi Ghillani.

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Ci avviciniamo alla fine dell'inverno, gli alberi non hanno ancora messo le foglie, la lettiera è spoglia tanto da permettere ai raggi del sole di raggiungere più facilmente il suolo: è la condizione ambientale ideale per far crescere in tutto il suo splendore la Flora nemorale, cioè del bosco. Ed è così che la natura tutt'intorno acquista più colore, vivacizzando le grigie giornate invernali.
Certo, districarsi tra le tante specie non è semplice, può essere utile affidarsi ad una guida esperta per riconoscerle ed apprezzarne al meglio le caratteristiche.
E' per questo che incontriamo Luigi Ghillani, erborista e appassionato florista: per lui i fiori non hanno segreti. 


Luigi, entriamo subito nel dettaglio: quali specie appartengono alla flora nemorale? Cosa riusciamo a scorgere in questi giorni nei boschi?
L'Elleboro puzzolente * e l'Elleboro verde *, entrambi velenosi, sono tra i fiori più precoci, anche se non spiccano per bellezza. Preferisco di gran lunga i Bucaneve * ed i Campanellini *, specie protette che prediligono le vallecole fresche ed umide. Poi ancora ci sono le primule *, il caratteristico Dente di cane *, la colorata Scilla *. La Polmonaria * e la Fegatella* ...

Questi ultimi due fiori sembrerebbero rimandare ai nostri polmoni e fegato: i nomi sono casuali o c'è effettivamente una relazione?
Sì, un motivo c'è: il colore della pagina inferiore delle foglie della Fegatella ricorda il rosso del fegato, mentre le macchie bianche che punteggiano le foglie verdi della Polmonaria rimandano ai noduli tubercolari del polmone malato. Secondo l'antica Teoria delle Segnature, esiste una relazione ben precisa tra segni, simboli del mondo vegetale, malattie e metodi di cura corrispondenti.
Così la Fegatella veniva utilizzata per curare le malattie del fegato, mentre l'altra era un rimedio per le malattie ai polmoni. Oggi questa teoria è superata, ma solo in parte: la Polmonaria, per esempio, sembra avere proprietà espettoranti, e la Serenella, altro fiore dalle caratteristiche foglie a forma di cuore, può essere utilizzata come gemmoderivato per alcuni problemi cardiaci.

Quali itinerari consigli nella nostra provincia, per vedere ed apprezzare al meglio questi primi fiori che precedono la primavera?
Per chi viene dalla città di Parma di sicuro il Parco Boschi di Carrega ed il Parco del Taro sono i luoghi più vicini. Ma caratteristico è anche il crinale di Pietracorva, lungo il sentiero di Maria Longa: davvero uno spettacolo. Per riconoscere i fiori principali può essere utile avere con sé un manuale illustrato, ma se si organizza l'uscita con una Guida esperta l'identificazione risulta sicuramente molto più facile ed immediata.

Luigi, ti sei diplomato in erboristeria nel 1978, ad Urbino. Hai nutrito sempre una forte passione per i fiori, o c'è stato un episodio particolare che te l'ha alimentata?
Intorno ai 25 anni ho conosciuto una persona che è stata per me un punto di riferimento, un maestro: Pietro Orsi. Era erborista dell'Orto Botanico di Parma, quando ha cominciato a guidare le prime escursioni del Ceres, il Centro macrobiotico e di alimentazione naturale di Parma di cui io sono co-fondatore. Lo ricordo ancora: una figura asciutta, alto, magro. Portava sempre il cappello. Grazie a lui, mi sono appassionato al mondo delle piante. Così ho deciso di studiare per diventare erborista. Mio compagno di studi, tra l'altro, è stato Gianni Agazzi, di Bedonia, altro grande esperto di piante del nostro territorio.

La tua passione per le piante ti ha portato ad accettare il ruolo di moderatore del Forum on line Il Taccuino del naturalista, sulla biodiversità nel Parmense. Come vivi questa esperienza? Pensi che sia un modo utile per condividere ed accrescere le conoscenze?
Sì, questo forum funziona. E' nato nel maggio scorso e registra già 120 iscritti, il passaparola ha funzionato. Ci sono sia utenti esperti, che si confrontano ad un livello alto di conoscenze, che persone alle prime armi che vi trovano risposte a curiosità e richieste di identificazione.

Dispensaci ora qualche consiglio erboristico: cosa suggerisci come rimedio per affrontare al meglio lo stress delle nostre giornate?
A Parma si dice: “Ander par spreli”.. spreli indica il radicchio selvatico. Lo si raccoglie nei prati stabili, maturi, subito dopo le nevicate. Mangiato dopo averlo fatto bollire per qualche minuto, ha un ottimo effetto depurante del fegato e del sangue.
Un efficace depurante è anche il Tarassaco, in particolare le foglie giovani. Si utilizza in erboristeria anche sottoforma di infusi e macerati idroalcolici.

Un pensiero anche per le lettrici: un segreto per mantenere sempre fresca la bellezza?
Ottimo tonificante per il viso è l'acqua alla rosa o alla lavanda. Se poi si vogliono affrontare i primi segni delle rughe, un rimedio ideale è l'acqua al papavero.

Insomma la biodiversità è un vero serbatoio cui attingere anche per la nostra salute e bellezza, è così?
Sì certo, lo è sempre stato e lo è tuttora. Ma un avvertimento: è sempre preferibile usare la pianta nella sua totalità anziché i suoi costituenti chimici isolati. In sostanza, è meglio utilizzare il fitocomplesso, che agisce grazie all'attività complementare e di reciproco potenziamento dei singoli costituenti della pianta. Quindi per un uso interno, ad esempio, preferiamo l'infuso, il decotto, il macerato idroalcolico o la tintura madre, invece dell'olio essenziale, che, se assunto in modo non appropriato, può avere importanti effetti collaterali.
E poi mi raccomando, la principale cura per la persona è il cibo: ben venga un'alimentazione sana e varia!


(*) Specie apparteneneti alla flora nemorale (comprese quelle citate nel testo)
nome comune e nome scientifico
 
Elleboro fetido (Helleborus foetidus)
Elleboro verde (Helleborus viridis)
Bucaneve (Galanthus nivalis)
Campanellino (Leucojum vernum)
Primula (Primula vulgaris)
Dente di cane (Erythronium dens-canis)
Scilla (Scilla bifolia)
Polmonaria (Pulmonaria officinalis)
Fegatella o Erba trinità (Hepatica Nobilis)
Anemone dei boschi (Anemone nemorosa)
Anemone gialla (Anemone ranunculoides)
Pervinca (Vinca minor)
Fior di stecco (Daphne mezereum)
Erba renella (Asarum europaeum)

 

autore: Valeria Nervegna
data di creazione: 25/02/2009
data di modifica: 23/11/2009
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immagini:


Anemone nemorosa: foto di Luigi Ghillani (80Kb)


Anemone ranunculoides: foto di Luigi Ghillani (208Kb)


Asarum europaeum: foto di Luigi Ghillani (186Kb)


Daphne mezereum: foto di Luigi Ghillani (110Kb)


Erythronium dens canis: foto di Luigi Ghillani (63Kb)


Galanthus nivalis: foto di Luigi Ghillani (60Kb)


Helleborus foetidus: foto di Luigi Ghillani (84Kb)


Helleborus viridis: foto di Luigi Ghillani (128Kb)


Hepatica nobilis: foto di Luigi Ghillani (48Kb)


Leucojum vernum: foto di Luigi Ghillani (62Kb)


Primula vulgaris: foto di Luigi Ghillani (70Kb)


Pulmonaria officinalis: foto di Luigi Ghillani (60Kb)


Scilla bifolia: foto di Luigi Ghillani (36Kb)


Vinca minor: foto di Luigi Ghillani (135Kb)

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