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Inanellare al Parco del Taro
Intervista a Renato Carini, Responsabile del Settore Vigilanza del Parco del Taro.

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Presso il Parco del Taro, è in corso di svolgimento il Progetto di Inanellamento dei passeriformi: qual è il suo significato? Quali dati raccoglie? E’ possibile assistere a questa attività di studio?…
Ne parliamo con il Responsabile del Progetto, l’Ispettore Renato Carini, Responsabile del Settore Vigilanza del Parco.


Dal 2004, è in corso qui al Parco il Progetto Prisco, che prevede lo studio dei passeriformi : in cosa consiste nello specifico?

Il Progetto Prisco (Progetto di Inanellamento a sforzo costante) prevede il monitoraggio, anno dopo anno, dei passeriformi presenti durante il periodo riproduttivo, utilizzando la tecnica dell’inanellamento, e raccogliendo dati sulla vegetazione, allo scopo di mettere in relazione le presenze di avifauna con l’habitat circostante.
Esso è coordinato in Italia dall’ Istituto Nazionale della fauna selvatica, che lo ha anche promosso.
Ad Ozzano Taro è presente una delle circa trenta stazioni italiane di inanellamento a scopo scientifico, che lavorano ogni anno seguendo un protocollo standardizzato.

Più in dettaglio, qual è il metodo di lavoro utilizzato per effettuare tale studio sull’avifauna?
Il metodo utilizzato è la cattura e la marcatura degli uccelli, che vengono successivamente liberati; gli anelli metallici, applicati alle zampe, recano incise sigle alfanumeriche, che sono specifiche di quel singolo individuo. In questo modo, in caso di ricattura, è possibile risalire immediatamente ai dati relativi a quel passeriforme: luogo di cattura, misure biometriche,…

Perché è importante portare avanti questo progetto?
Perché attraverso i dati di cattura/ricattura raccolti, è possibile ottenere il trend di popolazione delle diverse specie e verificarne la percentuale di mortalità giovanile.

Quanto dura il Progetto, e da chi è finanziato?
Il progetto dura come minimo 5 anni; infatti, è la comparazione dei dati nel tempo, che lo rende interessante. E’ finanziato dall’Ente Parco e sostenuto da personale del parco e da volontari.

Da cosa dipende la sua possibilità di prosecuzione nel tempo?
Dipende in gran parte dalla disponiblità di operatori volontari a coadiuvare il personale dell’Ente, durante la sua fase di realizzazione.

Quali dati di rilievo sono stati raccolti finora? E in che modo possono essere utili nel suggerire interventi di gestione e conservazione delle specie e dei loro habitat?
Dopo il terzo anno è stata realizzata una tesi di laurea in Scienza Naturali, che ha analizzato i primi anni di lavoro; contiamo di proseguire ad elaborare i dati per poter completare la ricerca dopo il quinto anno. I dati raccolti finora ci hanno dato un’ indicazione delle presenze di uccelli e dell’uso di certi ambienti da parte dei passeriformi. Ad esempio, il Pettirosso nidifica esclusivamente in un certo tipo di ambiente boscato, mentre la Sterpazzolina in una tipologia completamente diversa. Questo conferma che la diversificazione ambientale è fondamentale per aumentare la biodiversità.

Il territorio del Parco del Taro è incluso in  una ZPS; in che modo i dati della Ricerca possono contribuire al monitoraggio dello stato di salute del sito?
In qualità di Ente gestore del sito di Rete Natura 2000 , abbiamo il dovere di fare un monitoraggio continuo delle specie di fauna presenti nel parco. Ogni tipo di ricerca che porta a conoscere le specie presenti nel sito, può essere utile a dare anche delle indicazioni gestionali.

Puoi fare una breve descrizione del protocollo operativo previsto dal Progetto Prisco?
Il protocollo è piuttosto rigido e standardizzato, in modo che i dati siano assolutamente comparabili nel corso degli anni. Le reti di cattura devono essere posizionate esattamente nello stesso luogo per tutti gli anni di ricerca. Vengono eseguite dodici sessioni di cattura da maggio ad agosto, una per decade. Ogni sessione dura sei ore cominciando dall’alba e ogni ora si effettua il controllo per togliere gli uccelli catturati.
Questi vengono subito inanellati, misurati e quindi liberati. Gli strumenti utilizzati sono, oltre agli anellini di metallo di diversi diametri descritti prima, pinze, righelli e calibri per le misure biometriche. Le condizioni climatiche influenzano le catture; ad esempio con la pioggia le reti non si possono aprire e con il caldo afoso gli uccelli si muovono pochissimo.

In questa attività di monitoraggio, ti avvali di un consistente gruppo di collaboratori che ti coadiuvano nelle uscite?
Oltre al sottoscritto e a Elisabetta Chierici, cioè gli inanellatori abilitati dall’INFS , vi è un gruppo di appassionati che ci segue, e che è fondamentale per poter proseguire nelle attività; approfitto, anzi, per ringraziarli per il loro apporto e per le belle giornate trascorse assieme in mezzo alla natura: Silvia, Claudia, Luca, Maurizio, Katia, Giuliano, Erika, Nicola, Raffaella e tanti altri che vengono a trovarci per passare qualche ora di svago.

Renato, hai qualche aneddoto da raccontarci?
La stazione di inanellamento di Ozzano Taro si trova in mezzo alle aree incolte e pertanto non ci sono solo uccelli a farci compagnia… Un giorno di questa estate abbiamo filmato, a pochi metri di distanza, un giovane capriolo che annusava incuriosito le reti, per cercare di capire che cosa era quella enorme “ragnatela” in mezzo al bosco. Dopo averci visto, si è chinato ed è passato sotto la rete senza troppi problemi.
Alcuni uccelli sono particolarmente fedeli al sito dove vivono, ne è esempio un merlo maschio che è stato catturato nel giugno 2004 e da allora ricatturato per ben 5 volte, l’ultima poche settimane fa durante una sessione autunnale.

Sono previste delle giornate “aperte al pubblico”, in cui è possibile affiancare il Guardiaparco nell’attività di inanellamento: chi si deve contattare, se si vuole vivere questa esperienza?
Proprio qualche domenica fa si è svolta una di queste giorante: chi volesse unirsi a noi, e partecipare a questa attività di studio, può contattarci presso gli uffici del Parco allo 0521.802688 oppure alla mail:  r.carini@parcotaro.it
 
 

autore: Valeria Nervegna
data di creazione: 06/11/2007
data di modifica: 23/11/2009
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immagini:


Stazione di inanellamento (118Kb)


Codirosso (67Kb)


Cinciarella (177Kb)


Rampichino (102Kb)

allegati:

Progetto Prisco
Relazione anno 2004 (611Kb)

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