L'Oasi denominata “Val Parma” è collocata all'interno del Parco Regionale di Crinale, Alta Val Parma e Cedra, ed ha un estensione di ben 1734 ettari. E' ubicata nel comune di Corniglio, e comprende parte del versante occidentale del Parco.
A parte i numerosi specchi d'acqua montani presenti, di rilievo sono alcuni ambienti forestali, con fustaie di conifere e latifoglie ed ambienti montani di grande naturalità, come rupi, brughiere d’altitudine, torbiere e pozze d’alpeggio. Notevole è la presenza di specie floristiche rare (soprattutto specie alpine relitte). Suggestivi i borghi appenninici, con belle corti e dimore nobiliari, situati lungo tragitti di importanza storica.
I boschi di Faggio rivestono i versanti montani e incorniciano le conche lacustri, interrompendosi in corrispondenza di radure prative e affioramenti rocciosi. Nel sottobosco delle faggete sono diffuse piante erbacee peculiari (Geranio nodoso, Lattuga dei boschi, Dentarie, Acetosella, Angelica minore, Erba lucciola) e le felci, favorite dalla penombra del sottobosco, che sono presenti anche sugli ammassi di detriti rocciosi che interrompono i boschi alle quote più alte.
Nell'alta Val Parma sono presenti boschi misti (conifere e faggi) frutto di rimboschimenti di conifere e conversione del bosco ceduo a bosco ad alto fusto. Quindi estese faggete, boschi di conifere e castagneti ricoprono l'area, con un sottobosco ricco di specie. Nell'area si trova la conca di Lagdei, circondata da fitti boschi di Faggio e di Abete rosso, indubbiamente una delle più caratteristiche e importanti dell'alto appennino parmense. Sede di un antico lago chiamato forse lago del Dio (Lagdei dal latino “lacus dei”) divenuto poi torbiera, secondo la normale evoluzione di questi ambienti di lago.
Seguendo i percorsi che partono da Lagdei, si possono visitare luoghi circostanti ricchi di panorami, flora, fauna, storia geologica e umana, che ruotano attorno ad una meta d’obbligo, il Lago Santo. Il territorio offre l’habitat ideale a molte delle specie animali che caratterizzano l'Appennino emiliano e sono tipiche degli ambienti sommitali ma anche legati a ecosistemi più collinari che montani.
Si possono osservare caprioli e cinghiali, anche il Lupo, predatore per eccellenza, è ormai stabilmente presente sul crinale. Tra i micromammiferi sono presenti i toporagni, le arvicole, il Moscardino e il Ghiro. Comuni sono anche la Volpe e il Tasso. Tra i Mustelidi, facilmente rilevabili attraverso le tracce (soprattutto non sfuggono le impronte sul manto nevoso), sono diffusi la Donnola, la Faina e la Puzzola. Frequenti gli scoiattoli e tanti piccoli roditori, cibo preferito della Volpe che continua a giocare un ruolo essenziale di selezione naturale, rimanendo il carnivoro di media taglia più diffuso nelle nostre montagne.
Sulle pareti rocciose nidificano inoltre diverse specie di Rapaci. Tipici degli ecosistemi boschivi sono Assiolo, Upupa e Picchio rosso minore. Dove prevale il Faggio, tuttavia, si rinvengono Cincia bigia, Ciuffolotto e Picchio rosso maggiore, mentre nei boschi di conifere sono da segnalare Cincia dal ciuffo, Rampichino alpino e Gufo reale. Torrenti e laghi sono l’habitat del raro Merlo acquaiolo, specie amante delle zone con acque limpide. Nelle torbiere, aree limitate ma di notevole interesse floristico e faunistico, si assiste invece alla riproduzione dello Spioncello e dello Stiaccino. Negli ambienti umidi si riproducono i tritoni e altri anfibi.
Tra gli itinerari più interessanti “La Via dei Laghi” che, lunga circa 22 km, è il sentiero delle zone umide che collega Lagdei al Passo del Lagastrello.