L’oasi di protezione “Fontevivo” si trova in territorio compreso nei comuni di Parma e di Fontevivo e, a seguito della modifica di ampliamento attuata dalla Provincia nel corso del 2002, si estende nella fascia di pianura per un totale di 343 ettari.
Il territorio dell’Oasi lambisce da entrambi i lati il fiume Taro, dalla Via Emilia all’Autostrada del Sole. Nonostante alcuni problemi rilevati nella gestione dell’Oasi in questi ultimi anni, dovuti a diverse fonti di disturbo (attività di pastorizia, presenza di cantieri/frantoi nel greto del fiume) l’oasi rimane un punto importante dal punto di vista naturalistico, per la fauna selvatica e ittica presente, nonché per le specie floristiche rilevate.
Nell’Oasi sono distinguibili tre tipologie ambientali: aree naturali, aree agricole e aree industriali, a loro volta suddivise in sottotipologie.
Le aree naturali sono aree soggette a processi naturali di successione ecologica tipiche degli ambienti fluviali, in cui l’azione umana risulta assente o presente in maniera trascurabile. Comprendono l’alveo bagnato e il ghiareto e offrono siti di nidificazione ad Occhioni, Sterne, Fraticelli, Corrieri piccoli, Culbianchi, Calandrelle; prati aridi, caratterizzati da radure e cespuglieti, con cospicua presenza di xerofile quali Biancospino, Rosa canina e Rovo; vegetazione arbustiva, con diverse specie di salici e giovani formazioni boschive; vegetazione arborea, che comprende la fascia dei boschi ripariali (Pioppo nero, Ontano, Salice bianco) e boscaglie di latifoglie non autoctone quali Acacia.
Le aree interessate da attività agricole sono composte per un terzo da prati e colture foraggiere, per due terzi da colture prevalentemente cerealicole: si distinguono argini, prati stabili, erba medica, nonchè colture e campi a perdere.
Per quanto riguarda le specie di avifauna presenti nell’Oasi, tra quelle di maggior pregio naturalistico, si segnalano il Tuffetto, l’Airone cenerino, l’Airone bianco maggiore, la Garzetta, l’Alzavola, il Germano reale, l’Occhione, la Pavoncella, il Gabbiano reale e quello comune, l’Albanella reale. Oltre a queste specie di avifauna sono ben visibili esemplari di fauna tipici delle zone umide di pianura. Frequente è la lepre comune, che vi trova habitat ideale, costituito da zone pianeggianti prospicenti ad aree coltivate, ma che bene si adatta anche a macchie, specialmente di acacia ed è molto diffusa nei greti dei corsi d’acqua e nelle zone golenali.
Numerose le specie di Arvicole, roditori tipici delle campagna, mentre sono meno frequenti i moscardini, graziosi roditori di piccole dimensioni e dal bel colore fulvo tendente all’arancione. Tra i carnivori sono scarsi i tassi e le volpi, mentre numerosi gli esemplari censiti di donnola, animale prevalentemente notturno che predilige zone secche e ben drenate, e di faina, carnivoro notturno e pressochè ubiquitario. Per quanto concerne la presenza di specie di fauna ittica, nel fiume Taro compreso nel territorio dell’Oasi, si rilevano le specie tipiche dei corsi d’acqua classificati come zone “B”, vale a dire le zone a ciprinidi. Tra queste, come risulta dai campionamenti effettuati da personale abilitato e coordinato dalla Provincia di Parma, le specie autoctone rinvenute più frequentemente sono il Barbo comune e quello canino, l’Alborella, il Cavedano, il Gobione, la Lasca, la Tinca, il Vairone, il Cobite, il Ghiozzo padano. Tra gli alloctoni sono state rinvenute carpe e carassi, tipici di ambienti a corrente lenta, e che rappresentano una forte minaccia per i ciprinidi indigeni.