L’oasi denominata “Cave” si estende per 70 ettari ed è ubicata nel comune di San Secondo. Ampliata recentemente, al suo interno è stata proposta l’istituzione di un’Area di riequilibrio Ambientale, definita dalla Legge Regionale sui parchi come “area naturale (o in corso di naturalizzazione) di limitata estensione, inserita in ambiti territoriali caratterizzati da intense attività antropiche che, per la funzione di ambiente di vita e di rifugio per specie animali e vegetali, è organizzata in modo da garantirne la conservazione, il restauro e la ricostituzione”.
Tutte le biocenosi esistenti nel perimetro dell’Oasi sono state tutelate e conservate, lasciandole alla loro evoluzione naturale. La gestione naturalistica operata ha permesso la creazione di ambienti prima assenti dal territorio di San Secondo, che hanno favorito l’insediamento di diverse specie di anfibi, e soprattutto hanno promosso il popolamento dell’avifauna nidificante e migratrice. La componente ambientale dell’area umida ricreata è stata migliorata mediante l’immissione di centinaia di talee lungo il bordo perimetrale e lungo le rive per creare macchie cespugliose. Questa vegetazione si va ad aggiungere alle siepi arborate presenti nell’area, ed alla fiorente vegetazione subacquea ed emergente, che consente un popolamento floristico in costante aumento, anche di specie in passato scomparse da quest’area.
Diverse anche le specie di insetti acquatici rari o in decremento numerico, come le libellule. Gli interventi di scavo, di movimentazione e di restauro ambientale effettuati hanno teso alla ricreazione delle condizioni utili allo sviluppo di una ricca e diversificata vita biologica. Sono state create nei canali presenti isole centrali che, boscate, hanno aumentato la diversificazione ambientale, facilitando l’instaurarsi di fitocenosi tipiche delle zone umide e permettendo il popolamento di specie ittiche, forte richiamo per l’avifauna migratrice legata a questi ambienti palustri.
Per quanto riguarda l’avifauna, sono regolarmente nidificanti nell’area la Marzaiola, il Gufo comune, il Tarabusino e il Cannareccione, l’Averla cenerina e il Germano reale. Rilevante anche la presenza di Pavoncelle, Alzavole e altre specie, che vi sostano durante la migrazione. Quest’area, dalle potenzialità ambientali elevate, è stata altresì inserita nell’itinerario provinciale dei castelli.