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  Oasi di protezione faunistica
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 



Oasi di Torrile
Scheda pratica
Come raggiungerci
L’oasi si trova circa 1 km a ovest dell’abitato di Torrile, lungo la strada che porta a Trecasali.
Orari di apertura al pubblico
Tutto l’anno nei giorni giovedì, sabato e domenica con orario 9-13 e 14-18. Visite guidate possibili anche negli altri giorni della settimana, su prenotazione. Chiusura dicembre-febbraio per la presenza di ghiaccio.
Per informazioni
Centro Visite tel. 0521-810606. Tel. L.I.P.U. – Sezione di Parma: 0521-273043.

L’Oasi di Torrile è un zona umida situata in un punto strategico, tra il corso del fiume Taro e quello del  Po,  e si estende per 277 ettari in territorio ricadente nei comuni di Trecasali e Torrile, a circa 15 km a nord di Parma. Si tratta di un lembo di Pianura Padana riportato alle origini, una zona umida ricreata, luogo di sosta e nidificazione di numerose specie di uccelli acquatici e ricca di moltissime specie animali e vegetali.
L’idea di creare, a partire da un campo, una zona umida diversificata, che permettesse la sosta e la nidificazione di un alto numero di specie animali, nacque dall’osservazione di alcune coppie di Cavaliere d’Italia (divenuto oggi simbolo dell’Oasi) che nidificavano nelle vasche di decantazione dello stabilimento Eridania. Inaugurata nell’anno 1988, l’Oasi costituisce uno dei primi esempi di restauro ambientale nel nostro paese, caratterizzata da una serie diversificata di ambienti palustri con elevate caratteristiche di naturalità, habitat idonei alla colonizzazione animale. La presenza del canale Lorno, con una copertura vegetazionale stratificata, ha permesso una buona integrazione ambientale, mentre il canale Galasso, ricco di cenosi idrofitiche subacque, ha contribuito alla veloce ricolonizzazione vegetale, tipica degli ambienti palustri.  Si è così presto andata perdendo l’artificialità iniziale, con la creazione di aree ideali per la sosta e l’ambientamento di molte specie migratrici in transito durante il lungo viaggio dai siti invernali a quelli riproduttivi.
 
Nelle aree con acqua bassa si possono riconoscere vari rappresentanti dei cosiddetti Limicoli, come il Piro piro, la Pavoncella, la Pittima, il Piviere, alla ricerca di cibo, di passaggio verso i siti riproduttivi in primavera e verso i siti di svernamento in autunno. Le numerose isole e la realizzazione di zattere artificiali consentono la presenza e l’insediamento di numerose colonie riproduttive di Cavaliere d’Italia, che si distingue per eleganza e bellezza: la presenza di questa specie, un tempo rarissima e oggi assai diffusa nei territori prospicenti all’Oasi, è una dimostrazione della qualità degli ambienti ricostruiti. Tra le specie più tipiche delle zone umide presenti nell’Oasi ricordiamo gli Aironi, la Garzetta, il Tarabuso, la Nitticora, (famiglia degli Ardeidi), e poi le anatre (il Germano reale, la Marzaiola, l’Alzavola, il Fischione, la Canapiglia, il Codone e la rarissima Volpoca).
 
L’oasi rappresenta luogo d’elezione per la loro osservazione, munita di capanni con feritoie d’osservazione e per la fotografia naturalistica. Tipici degli ambienti umidi sono pure i Rallidi, il più noto dei quali è la Gallinella d’acqua; sfrecciante a pelo d’acqua con la sua elegantissima livrea a forti colori metallizzati, il Martin pescatore della famiglia degli Alcedinidi. Numerosi anche i Passeriformi (Allodola, Topino, Passera scopaiola, Pettirosso, ecc.), dinamici e simpatici uccelletti che saltellano nella folta vegetazione palustre.
In inverno e durante le migrazioni è possibile osservare stormi numerosi di Germano reale, la specie più comune, in primavera la Marzaiola, mentre esemplari di Mestolone sono ormai regolari durante i periodi di passo o in inverno. Il Cavaliere d’Italia rimane la specie che in primavera attira maggiormente l’attenzione dei visitatori: alla fine di marzo tornano dai quartieri riproduttivi per nidificare sulle isole centrali, vi allevano i piccoli e ripartono in settembre.
Anche diverse specie di trampolieri fanno bella mostra di sé, e tra questi il Combattente, il Beccaccino, il Piviere dorato ed il Chiurlo maggiore.
 
Il fiume Po è percorso da molti migratori e l’Oasi di Torrile diventa un posto sicuro per fermarsi, riposarsi e rifocillarsi. Con un po’ di fortuna ci si può imbattere nei predatori tipici delle zone umide: il Lodolaio, il Falco di palude, lo Sparviere, la Poiana, che restano comunque piuttosto difficili da osservare. Completano il quadro diverse specie di Strigiformi (Civetta, Gufo comune, Assiolo). Molte segnalazioni importanti si hanno anche nel periodo invernale, quando specie che nidificano nell’Europa centrale e settentrionale si spingono a Sud per fuggire ai rigore del clima nordico.
 
Anche la piccola fauna ha colonizzato rapidamente l’Oasi: rane verdi, rospi comuni e rospi smeraldini, lucertola campestre sono tutte specie facilmente osservabili. Più rara e più interessante è la testuggine d’acqua, tartarughina che vive nelle zone umide d’acqua dolce meno disturbate e che è diventata ormai rarissima in tutta Italia. Sulle sponde sono visibili le tane delle piccole arvicole terrestri, roditori abili nello scavare e nel nuotare. Numerose sono le tracce di Faina, Volpe, Puzzola, Donnola e Tasso. La fauna ittica include invece Lucci, Carpe (di notevoli dimensioni), Tinche e Alborelle, Triotti e Scardole.
 
Oltre 30 sono le specie di libellule che vivono nell’Oasi, osservabili in primavera e in estate. Sempre tra gli insetti, numerose sono le farfalle, ammirate per il loro aspetto gradevole e la leggiadria dei movimenti. 
 
Gli ambienti presenti nell’Oasi sono riassumibili in acque di alta, media e bassa profondità, con isole affioranti ricoperte di vegetazione erbacea (importanti per la nidificazione di diverse specie di Anatidi , Rallidi e Passeriformi), nude (utili per la sosta e nidificazione del Cavaliere d’Italia, della Sterna e della Pavoncella), o ricoperte da ghiaia e sassi; ancora canneti, boschi ripariali (con ricco sottobosco, importante per l’approvvigionamento alimentare di molte specie animali), cespugli, siepi, canali, nonché aree agricole, consistenti in praterie ebacee gestite in modo naturalistico.
 
Anche la vegetazione acquatica annovera specie rare e protette dalla legislazione. Le acque dell’Oasi accolgono le Canne di palude e la Tifa, mentre sott’acqua si estendono intricate selve di Ceratofillo e Millefoglie d’acqua, appetite da un gran numero di anatre. Le piante di palude hanno velocemente invaso le sponde e le acque basse, mentre più lenta è la crescita del bosco ripariale di farnie, pioppi, ontani, salici e frassini.
 
Al fine di facilitare la visita dell’Oasi è stato costruito un camminamento sull’acqua, interamente in legno, molto suggestivo  ed accessibile anche ai disabili, che si snoda in mezzo alla tipica vegetazione ripariale o palustre. E’ percorrendo il sentiero che si incontrano i capanni di legno, collocati in posizioni strategiche, dai quali è possibile osservare gli animali presenti senza arrecare loro disturbo, in un clima di immersione totale nell’ambiente palustre. Le presenze variano col mutare delle stagioni, ma l’oasi è affollata di uccelli in ogni periodo dell’anno, sebbene il periodo migliore per la varietà di specie resti senz’altro quello che va dalla metà di aprile alla metà di maggio; è in questo periodo che si assiste anche alla fioritura di siepi e piante di essenze, le cui bacche multicolori  in autunno ornano il camminamento, attirando molti passeriformi migratori.

La gestione dell’Oasi è affidata all’Associazione di Protezione Ambientale L.I.P.U., a seguito della stipula di una Convenzione con la Provincia di Parma. 


 

data di creazione: 06/12/2004
data di modifica: 03/01/2005
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