> Tutto il territorio compreso nel Parco del Taro è stato incluso nella Zona di Protezione Speciale (ZPS) Medio e Basso Taro, designata dal Ministero dell’Ambiente nel 2000 e per questo rientra tra i Siti d'Importanza Europea della RETE NATURA 2000, un sistema di aree di eccellenza, in cui sono inclusi i biotopi individuati dalla Direttiva Habitat, che presentano un patrimonio di habitat e specie di valore sovranazionale, certificato secondo innovative valutazioni che tengono conto dell'apporto di qualità al sistema europeo, con riferimento al mantenimento delle entità rare e minacciate e degli ecosistemi vulnerabili. Il network ecologico include i siti, indicati come Siti di Importanza conservazionistica (SIC) o designati quali Zone Speciali di Protezione (ZPS), nei quali si devono sperimentare interventi operativi che devono contribuire a migliorare le condizioni dell’ambiente, ma al tempo stesso, devono proporre buone pratiche di gestione per affrontare la soluzione di problemi complessi, esportabili anche in altre situazioni, cioè in altri Siti.
Il riconoscimento è stato attribuito a questo tratto di valle fluviale perché vi sono segnalate numerose specie di uccelli con una consistente popolazione, inserite nell’
allegato I nella Direttiva Uccelli 79/409 CEE.
Al fine di sostenere gli obiettivi della conservazione il Parco del Taro ha attivato nel 1999 il Progetto LIFE "Riqualificazione degli habitat fluviali vitali per l’avifauna", che ha consentito di eseguire diverse azioni di tutela fra i quali l’acquisto di 18 ettari di bosco ripariale a Ozzano.
> La ricerca sul campo ha inoltre fornito prestigiosi risultati per quanto riguarda la presenza, nel territorio del parco, di habitat che devono essere tutelati nell'interesse della conservazione del patrimonio naturale dell' Europa:
11 habitat di valore europeo, dei quali 5 asteriscati, la cui salvaguardia è prioritaria, rientrano nell'elenco stilato dalla Direttiva Habitat 92/43 CEE e sono contrassegnati dal codice internazionale di Natura 2000 e dalla denominazione tecnica standard ai quali si aggiungono 12 categorie d'interesse nazionale e regionale, con particolare riferimento alle zone umide.
Un altro aspetto positivo legato alla designazione di questo territorio come Zona di Protezione Speciale è che potrà funzionare come deterrente per inibire il sorgere di nuovi impatti. L'applicazione delle norme previste all'art.6 della Direttiva Habitat impone che venga attuata una "Valutazione di Incidenza" per tutti i piani, programmi e progetti che possono comportare alterazioni funzionali agli habitat e alle specie di interesse conservazionistico. Tale procedura favorisce un più efficiente controllo e costituisce una misura dissuasiva per la messa in campo di opere di modificazione.