Quando l’armatura rigida costituita dal tegumento risulta troppo angusta rispetto alle accresciute dimensioni della larva, avviene il fenomeno della muta: la vecchia cuticola, detta esuvia, si fessura a livello del torace e con movimenti ripetuti dell’intero corpo viene spinta, a mò di calza, verso l’estremità posteriore dell’addome. Naturalmente sotto l’esuvia è già pronta e funzionante la nuova e più ampia cuticola.
Le mute sono regolate dall’azione di diverse sostanze ormonali: fondamentale è la presenza dell’ormone della muta, che ha la funzione di attivare la formazione del nuovo tegumento, e dell’ormone giovanile, senza il quale non si genererà un’altra cuticola ma la crisalide.
La maggior parte delle farfalle che vivono nelle aree con clima temperato o freddo, passano l’inverno in uno stato di quiescenza (sospensione delle attività dell’organismo) in cui si ha l’arresto dello sviluppo. Questo fenomeno è regolato sia dalla temperatura che dal fotoperiodo (periodo di luce e di buio nelle 24 ore).
A seconda delle specie la stagione sfavorevole può essere superata in uno degli stadi del ciclo vitale: uovo, larva, crisalide o adulto.
Lo stadio larvale è il più frequente utilizzato; anche per far fronte alla disidratazione operata dal vento viene, sfruttato questo stadio e i bruchi si riparano nelle fessure delle cortecce oppure costruiscono essi stessi dei ricoveri utilizzando foglie tenute insieme da un secreto filamentoso.
La diapausa si può verificare anche nel periodo della bella stagione quando le farfalle vanno in estivazione per superare i periodi di grande siccità.