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ll Parco dei Cento Laghi (Parco Regionale delle Valli del Cedra e del Parma) occupa un’area di 9238 ettari (Parco e Preparco) nell’estrema periferia sudorientale della provincia di Parma ed è situato interamente in area montana (dagli 800 ai 1850 mt. s.l.m) nei Comuni di Monchio delle Corti e Corniglio.

Istituita nell’Aprile del 1995, l’Area protetta ha occupato fino al 2001 la zona all’incirca compresa tra il Passo della Cisa e il Passo del Lagastrello; successivamente, essa ha ceduto parte del suo territorio originario al Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-emiliano. Oggi il Parco regionale comprende l’alta valle del torrente Cedra e del torrente Bratica e un tratto dell’alta Val Parma.
Salvaguardia della natura e valorizzazione dell’identità storico culturale del territorio di appartenenza sono i principali obiettivi che si propone l’Ente Parco, che opera attivamente anche per promuovere forme di sviluppo socio-economico rispettose dell’ambiente.
Il Parco deve il proprio nome ad una delle caratteristiche più interessanti del territorio, ossia la presenza di numerosi laghi che punteggiano il comprensorio. Questi, insieme a numerose pozze temporanee e diverse torbiere sono gli inconfondibili segni dell’impronta lasciata in queste vallate dagli antichi ghiacciai.

Il territorio offre una serie di ambienti naturali come castagneti, foreste di abete e faggio, brughiere, vaccinieti, idonei ad ospitare molte specie animali. Tra i mammiferi il Lupo è sicuramente la presenza di maggior interesse, mentre è possibile assistere ai maestosi voli di un altro importante inquilino del crinale: l’Aquila Reale, la cui presenza stabile risulta ormai certa entro i confini del Parco.
Numerosissime sono anche le varietà di fiori, tra i quali spicca per rarità ed importanza la Primula appennina, un’esclusiva del crinale parmense e reggiano, e sulle rocce più assolate i capolini azzurri di Globularia incanescens, un endemismo apuano.

Il Parco racchiude anche un patrimonio storico che vede nel Medioevo l’epoca che ha lasciato la traccia più incisiva. Le Corti di Monchio, situate nell’alta Val Cedra e in parte della Val Bratica, ne sono tra le espressioni più significative,  includendo, con le loro testimonianze architettoniche, i segni di una cultura passata.
La presenza, quindi, di emergenze naturali e beni culturali motiva l’elaborazione di strategie di conservazione della natura e di sviluppo sostenibile, e così l’Area Protetta si presenta come un vero e proprio laboratorio per stimolare comportamenti responsabili e consapevoli verso l’ambiente.
 Al fine di favorire la conoscenza delle caratteristiche proprie dell’ambiente montano e offrire occasioni di svago e studio all’aperto, il Parco ha promosso presso le scuole una serie di attività e percorsi didattici, facendo dell’Educazione Ambientale una delle attività prioritarie dei propri programmi.
Con i suoi diversi percorsi tematici, le numerose aree attrezzate per la sosta, le piste ciclabili per Mountain bike, e i due Centri di Educazione Ambientale a supporto delle scuole in visita, il Parco offre tanti modi per avvicinarsi alla natura e fruirne con libertà e divertimento.


 


data di creazione: 13/07/2004
data di modifica: 25/06/2008
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Primula appennina (147Kb)


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